Il bramito del cervo

Lo sai che...

Ogni anno, dagli inizi di settembre a metà ottobre circa, camminando per i parchi abruzzesi, si possono ascoltare i potenti versi dei cervi in amore ... i bramiti!

I cervi maschi, che solitamente vivono in gruppetti monosessuali, si separano per sfidarsi a suon di bramiti per rivendicare il possesso delle femmine sugli altri pretendenti. La forza e la potenza del bramito dipendono dalla stazza dell'animale e dalle sue condizioni di vita. Alla fine dell’inverno i palchi vengono persi e i maschi si ritirano nella fitta boscaglia allontanandosi dalle femmine. Gli abbondanti pascoli primaverili rafforzano l'organismo dei maschi, che sono divenuti vigorosi, hanno un nuovo palco da sfoggiare e sono pronti a mettersi in cammino per andare a cercare le femmine nei loro "quartieri".

Essi abbandonano le loro consuete abitudini e i luoghi prima frequentati, divenendo inquieti e irascibili. Il cervo raduna intorno a sé da 5 a 15 femmine (in gergo l'"harem"), che custodisce gelosamente, a prezzo di lotte furiose contro tutti i rivali che provano ad avanzar pretese.
Le lotte tra i maschi sono rare: infatti, prima di passare alle armi i contendenti si sfidano "a voce". Il potente bramito del cervo (una via di mezzo fra un muggito bovino e un ruggito) serve appunto ai rivali per capire chi si ha di fronte: solo quando le capacità vocali si equivalgono i maschi si affrontano in campo aperto, ma anche a questo punto, prima di combattere, mettono in atto una serie di comportamenti rituali, ad esempio cominciano a marciare avanti e indietro lungo linee parallele per osservare le dimensioni delle corna e la robustezza dell'avversario. Infine, le contese tra rivali sono veri e propri atti di forza, in cui i cervi incrociano i palchi scontrandosi e spingendosi, piegandoli a destra e a sinistra, con lo scopo di fiaccare la resistenza dell'avversario e farlo recedere, per poter conquistare il territorio. Solamente nel periodo degli amori questo è difeso strenuamente, mentre negli altri mesi il cervo non è territoriale.
Nella stagione degli amori il cervo spende gran parte delle proprie risorse fisiche, tanto che alla fine del periodo riproduttivo, che si conclude con l'accoppiamento con tutte le femmine mature, l'animale si presenta molto debilitato nel fisico.
Un altro comportamento curioso da osservare tipico di queste fasi sono i bagni. I cervi maschi cercano più frequentemente le zone d'acqua, specie se stagnanti e fangose, dove fanno dei veri e propri bagni, rotolandosi sul dorso.
Alla fine del mese dei bramiti, le femmine si separano dai maschi maturi e, con i maschi più giovani, cercano un luogo sicuro e tranquillo dove passare i primi periodi della gestazione. Prima della nascita di un piccolo cervo (raramente due) dovranno passare 260 giorni. I piccoli rimarranno con la madre finché non inizierà una nuova stagione degli amori e verranno scacciati dai cervi adulti.
Le giovani cerve potranno cominciare a procreare solo dopo due anni, i maschi dopo uno, ma prima di poter sperare di vincere un duello e riprodursi dovranno pazientare per altri 6-8 anni. Solo da questa età e fino a 14 anni, i palchi presentano il massimo sviluppo e l'animale ha la forza per imporsi. Verso il quindicesimo anno di età, i palchi cominciano a regredire in grandezza e nel numero di punte, e per il cervo è il segno della fine, anche se alcuni riescono a raggiungere i 17-18 anni.

Se sei curioso di conoscere più da vicino il signore della foresta e vuoi ascoltare il suo potente bramito, vieni con noi! Sabato 5 ottobre faremo tappa nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, per un'escursione adatta a tutta la famiglia "I cervi della Laga".

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