Cascate della Laga da Padula...
La primavera fa cantare le cascate... un concerto a cui non si può mancare.
La Cascata della Cavata bassa ha la voce più bella... ma andiamo per ordine.
(foto Ioselito De Sanctis)

Partenza da Padula, frazione del comune di Cortino (TE), paese che ha dato i natali alla più cara e gentile signora del mondo, che ci accoglie in casa sua e ci offre il caffè. (foto Patrizia Peroni)
Prima tappa al vecchio mulino... uno dei diciotto che un tempo sfruttavano l'energia delle acque dell'alto Tordino. (foto Luigi Pomponi)

Del mulino di Padula (funzionante fino al 1955) restano in piedi solo le mura esterne, mentre sono crollati tetto e volta del corriere. Ancora sul luogo il ritrecine e la macina. Particolare il fatto che il vano del corriere fosse posto fuori terra, tanto da creare un vero e proprio salto tra il piano di uscita delle acque e il sottostante fosso di raccolta. Forse al costruttore venne naturale imitare le tante cascate che ci sono intorno.

Il sentiero (S.I.) sale alle spalle del mulino e prosegue lungo quello che un tempo era il canale che portava l'acqua al mulino. (foto Luisa Tricca)
Muschi di ogni tipo... non solo sulle rocce. (foto Luisa Tricca)
Il sole e il cielo terso mettono le ali ai piedi... superata la strada per Macchiatornella prendiamo a salire sulla sinistra orografica del fosso... verso le Macere. (foto Luisa Tricca)
Transitiamo in religiosa contemplazione vicino a faggi secolari e raggiungiamo la fonte del Serpente. Su una roccia a terra è scolpito un lungo serpentello. Secondo una leggenda, nella direzione indicata dalla sua testa, ci sarebbe nascosto il tesoro dei briganti. A onor del vero, il famigerato Marco Sciarra era originario di questi posti... il brigante che nella seconda metà del Seicento imperversò con la sua banda sulle montagne dell'Appennino, dando del filo da torcere alle truppe del Papa e all'esercito del vicerè spagnolo. Ogni anno, a fine agosto, a Padula si festeggia la Notte dei Briganti, tre giorni di rievocazione storica delle vicende di Marco Sciarra e dei suoi uomini.
Dopo un paio di tornanti... ecco la fonte...

Alla Fonte del Serpente, ne approfittiamo per dissetarci. Mmmmm....buona da commuoversi!!
Si prosegue poi alla volta della cascata della Cavata... superando pericolose sabbie mobili..

... e passaggi esposti alla caduta di massi. Saranno trappole lasciate dai briganti? Allora siamo sulle tracce del tesoro!!!

Di tesori in verità ce ne sono tantissimi... l'Hepatica nobilis.
Al margine dei fossi, nei pressi dell'acqua...
... spuntano i farfaracci maggiori...
... e i farfaracci bianchi... benvenuti al mondo!!!
Il muschio non è più morbido e prezioso di qualunque velluto?

Certi tesori, poi, sono enormi!!!
Dopo un'anticamera buia ed ombrosa (una fascia di abeti bianchi) ...

... ecco il forziere!! La Cascata della Cavata Bassa (1360 m) ci accoglie con la sua musica celestiale.
(foto Luisa Tricca)
Anche i faggi fanno a gara per assistere allo spettacolo in prima fila.

Qualcuno fa uno spuntino, qualcuno ruba immagini al primo soprano..

... poi si riparte, per una traversata in quota che toccherà altri fossi e altre cascate.

Ad ogni fosso ci tocca scendere e risalire, ma non di tanto... il sentiero innevato ci racconta del passaggio di caprioli.

Nel bosco intorno venerabili alberi di tasso... e agrifoglio.

Con una breve deviazione...

...raggiungiamo la Cascata delle Sette Fonti, le cui acque confluiscono a valle nella Cascata delle Gruette, da poco superata.

Cascata delle Sette Fonti

Cucù!! Ma perché ci siamo solo noi? Tutto il resto del mondo che sta facendo?
Non siano soli... nel bosco anche caprioli, che fuggono al nostro arrivo. Scusateci!

Finalmente la pausa pranzo!!! Superata la sorgente dello Zingaro, ci fermiamo nel punto più alto del nostro percorso per alleggerire gli zaini da panini e ghiottonerie varie.

Sua maestà il Gran Sasso corteggia la Laga mostrando la sua mole possente... come un pavone che fa la ruota! Possibile che questo parco sia tanto esteso? (foto Raffaele Pece)

Dopo un lauto banchetto, riprendiamo il cammino fino al fiume Tordino. Anche qui, ci fermiamo ad ammirare un altro gioiello della Laga, la Cascata del Tordino o del Rio Tordino. (foto Luisa Tricca)
La Cascata del Tordino

Manca qualcuno, ma vale la pena fare una foto alla bella compagnia... siete sazi di cascate? (foto Ioselito De Sanctis)

Raggiunto il Ponte Flammagno, facciamo l'ultima deviazione, che in vista della congiunzione tra Cavata e Tordino... (foto Raffaele Pece)

... ci permette di scendere ad apprezzare i tre salti gemelli della Cascata Cantagalli. C'è anche il capretto rosso che si è divertito ad arrampicare i margini di tutte le cascate raggiunte.

Risaliamo al Ponte Flammagno e, scendendo stavolta sulla destra orografica del Tordino, torniamo a Padula.

Stanchi e felici.







